12 Agosto 2020

APPROVATA LA RIFORMA DELLA SANITA´ TOSCANA

23-03-2015 11:29 - NEWS ACLI TOSCANA - territorio
Sintesi del provvedimento "Disposizioni urgenti per il riordino dell´assetto istituzionale e organizzativo del Servizio sanitario regionale"

Venti articoli per avviare un processo di riorganizzazione degli assetti del servizio sanitario regionale. Questo lo scopo della nuova legge , di iniziativa della Giunta regionale, oggetto di una serie di consultazioni in commissione Sanità e Politiche sociali, che hanno portato a raccogliere oltre settantacinque osservazioni. tradotte in emendamenti, per guardare in particolare all´organizzazione territoriale e alla governance, in vista di una maggiore e più funzionale integrazione socio-sanitaria.

Nel rispetto dei vincoli imposti dalla normativa statale, la riforma del sistema toscano si attua attraverso l´accorpamento delle attuali dodici aziende di unità sanitarie locali in tre aziende Usl, una per ciascuna area vasta (azienda Usl Toscana Centro, azienda Usl Toscana Nord Ovest, azienda Usl Toscana Sud Est). Da qui la previsione di un forte rafforzamento del ruolo dell´area vasta, quale sede di attuazione della programmazione strategica regionale.

Il testo si articola in sei capi.

Il primo (articoli 1 e 2) evidenzia i principi che stanno alla base della revisione dell´assetto istituzionale e organizzativo del servizio sanitario regionale.

Il secondo (articoli 3, 4, 5, 6, 7 e 8) contiene alcune norme di carattere generale relative al nuovo e rafforzato ruolo attribuito all´area vasta nonché alla zona-distretto, a partire dalla formazione e ricerca alla programmazione, a garanzia dell´omogeneità dei modelli organizzativi regionali. Da tener presente che tale proposta di legge è il primo passo della riforma, il nuovo ruolo attributo alla programmazione di area vasta verrà compiutamente disciplinato nella proposta di legge che la Giunta regionale dovrà presentare al Consiglio entro il 30 settembre 2015. Una volta a regime, ci sarà un direttore per area vasta, un comitato operativo - composto dai direttori generali delle aziende sanitarie e dal direttore generale dell´Estar - con la conferma del ruolo del dipartimento interaziendale, quale strumento organizzativo delle aziende di unità sanitarie locali, dotato di un´assemblea e di un coordinatore. La zona-distretto viene confermata come ambito territoriale ottimale di valutazione dei bisogni sanitari e sociali delle comunità, nonché di organizzazione ed erogazione dei servizi inerenti le reti territoriali sanitarie, socio-sanitarie e sociali integrate.

Dal 1° gennaio 2016 si prevede l´istituzione di tre aziende Usl, una per ciascuna delle aree vaste, dotate di personalità giuridica di diritto pubblico e di autonomia imprenditoriale.

Il capo terzo (articoli 9, 10 e 11) interviene sul modello di governance istituzionale multilivello e in particolare sulle linee di indirizzo, finalizzate a ridefinire la composizione e le funzioni della conferenza dei sindaci e delle conferenze zonali, per una rete territoriale all´altezza di una sanità per tutti i cittadini toscani.

Il capo quarto (articoli 12,13,14, 15, 16, 17 e 18) contiene le norme transitorie necessarie a garantire il passaggio dalle attuali dodici aziende di unità sanitarie locali a tre aziende Usl: quindi questa parte dell´atto si concentra sulle figure e sulle funzioni del commissario di area vasta - nominato con decreto del Presidente della Giunta regionale, sentita la conferenza dei sindaci di area vasta e sentito il Rettore dell´Università che insiste nella stessa area - del vicecommissario e sull´istituzione dei dipartimenti interaziendali con conseguente nomina dei coordinatori.
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