10 Agosto 2020

CORTONA 2014, INCONTRO DI STUDI: COMUNICATO DELLA FAP ACLI REGIONALE TOSCANA

12-09-2014 14:54 - NEWS ACLI TOSCANA - territorio
Cortona 2014, incontro nazionale di studi delle Acli
La Fap Acli indica le priorità: guardare al futuro, rilanciare il lavoro e il welfare, combattere la povertà, creare spazio ai giovani e tutelare i diritti delle persone

AREZZO - Ci sarà anche la segreteria nazionale della Fap-Acli al prossimo incontro di studi di Cortona, nella speranza e nella convinzione di poter portare il proprio contributo a questo importante momento associativo e, più in generale, al mondo del lavoro.
Il primo ordine del giorno recita: "Si pone e si propone di suggerire un impegno associativo e sindacale: dobbiamo rispondere ai bisogni della gente". La Fap è reduce da un anno di lavoro intenso che si è concluso nel luglio 2014 con il congresso di Trento. Si è trattato di un momento utile, necessario e rigeneratore per l´associazione e per il nuovo sindacato che ha ribadito come, nell´attuale contesto, la scelta di riposizionare la Fap sul territorio significa avere la capacità di conoscere socialmente lo stesso territorio e la sua identità. Da quel momento la Fap non ha perso tempo ma è immediatamente ripartita, marcando i tempi ed i principi fondativi della stessa associazione basati sull´inattaccabile diritto di come poter avviare la contrattazione in tutti quei luoghi del territorio dove questa è presente, coniugando il sociale ai diritti di lavoro e cittadinanza. La Fap, le Acli e le associazioni di sistema saranno dunque chiamate ad organizzarsi in questo difficile percorso, per vivere un grande impegno e un grande lavoro da realizzare assieme, chiedendo incontri associativi a tutte le forze politiche e sindacali del Paese. Ci aspetta un grande impegno per uscire dalla più grande crisi degli ultimi cinquant´anni e per garantire un Paese con meno povertà, meno disuguaglianze e più giustizia sociale. Ciò significa soprattutto ridistribuire la ricchezza e creare occupazione, quindi occorre prioritariamente "un´alleanza tra qualità dell´economia, qualità del lavoro, qualità della vita, qualità delle istituzioni". Per riuscirvi è necessario investire sul welfare quale motore di sviluppo e crescita, oltre che quale fonte di opportunità di lavoro utile e qualificato.
I processi e le scelte contenute nel piano per il lavoro troveranno lo spazio politico e sociale di concreta realizzazione solo con la consapevolezza che di fronte ad una crisi così drammatica appaiono del tutto illusorie le misure politiche e istituzionali improntate al solo obiettivo della stabilità e della governabilità del sistema. Ciò che è messo radicalmente in discussione non è solo il livello del nostro sviluppo economico ma è soprattutto la tenuta unitaria del Paese, la sua capacità di organizzarsi come una comunità solidale, intorno ad un sistema condiviso di valori e di regole.
Sconfiggere la povertà, debellare la fame e non consentire diseguaglianze è possibile se il lavoro diventa volano di crescita economica e civile. I diritti del lavoro e i diritti di cittadinanza sono infatti legati da un nesso indissolubile perché il lavoro è socializzazione, integrazione e partecipazione, dunque i suoi diritti sono lo strumento essenziale per realizzare la piena cittadinanza. Tutto ciò è realizzabile intraprendendo una seria e concreta fase di moralizzazione che dovrà coinvolgere l´intero universo politico. L´attuale contesto porta invece il segno di un grande cedimento del sistema democratico, di una "crisi di sistema" che ha alimentato il distacco crescente fra cittadini, istituzioni e politica nella sua interezza, con inquietanti movimenti di rifiuto, di rabbia e di disaffezione, con un fervido livore anti-politico e con un pesante qualunquismo che sta diventando un terreno di attrazione sconcertante. La Fap e le Acli devono allora organizzarsi per dare uno specifico contributo alla ricostruzione civile e morale del Paese, sviluppando ulteriormente il consolidato impegno sociale, attraverso un´azione che può andare anche oltre il perimetro squisitamente sindacale, accettando la scommessa sul terreno dei diritti di cittadinanza e ricercando di sviluppare ad ogni livello le sue capacità di aggregazione. Dobbiamo diventare un punto di incontro fra l´azione del lavoro all´interno dei nostri circoli e nelle comunità territoriali e l´indirizzo strategico di una politica nazionale, con un´autonomia progettuale che fornisca alla nostra iniziativa un fondamento generale e universale.

TUTELA AMBIENTALE - La cura del territorio deve diventare una priorità nazionale al fine di conseguire un modello di sviluppo armonico tra la necessità di una buona e qualificata occupazione, la tutela l´ambiente e l´attenzione per la salute di lavoratori, lavoratrici e cittadini. Il dissesto ambientale in vaste aree del nostro Paese ha delle precise responsabilità in alcune aziende senza scrupoli ubicate nelle aree industrializzate, mosse dagli interessi e dagli affari della criminalità organizzata. Basti pensare alla tanta violenza determinata da catastrofi naturali e da catastrofi annunciate in molte realtà del nostro Paese, ma anche ai drammi provocati da attività criminose, vecchie e nuove, relative a produzioni killer come lo smaltimento di rifiuti speciali definito giustamente "biocidio" e il dramma che vivono i cittadini della "terra dei fuochi". Occorre un grande impegno di tutto il sindacato della Fap, perché i diritti di cittadinanza siano anche difesa dell´ambiente in cui viviamo.

DEMOCRAZIA E PARTECIPAZIONE - Democrazia e partecipazione sono le parole-chiave che dovranno accompagnare il percorso della nostra associazione: un percorso democratico per la partecipazione alle scelte che riguardano la nostra rappresentazione per costruire consensi e sostegno al confronto con i rappresentanti della pubblica amministrazione e del governo.

FORMAZIONE - La proposta formativa deve aiutare a costruire e rafforzare un´associazione e un sindacato che siano più forti sul territorio, più motivati nel promuovere partecipazione/militanza, più capaci di integrare funzioni diverse sia organizzative che negoziali e di utilizzare appieno gli strumenti della conoscenza che permettono di svolgere al meglio il ruolo di cittadini consapevoli.

Firenze, mercoledì 10 settembre 2014
Paolo Formelli
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