18 Maggio 2021

GIOVANI E ANZIANI INSIEME PER L´EQUITA´ E LA GIUSTIZIA SOCIALE

15-12-2015 00:33 - NEWS ACLI TOSCANA - territorio
di Gabriele Parenti

La manifestazione di cento giovani delle Acli, con barbe finte, davanti alla sede dell’INPS: è stata una provocazione che mette l’accento su un fatto reale assai grave ovvero il progressivo impoverimento delle pensioni e il concomitante aumento dell’età pensionabile.

Credo che il luogo deputato a risolvere questa situazione, derivata per lo più dall’accesso sempre più tardivo al lavoro e alla mancanza di adeguati contributi, sia Montecitorio perché, per evitare future pensioni da fame è possibile intervenire sul piano legislativo attraverso,ad esempio,contributi figurativi, a carico della fiscalità generale.

Ho discusso l’idea di una proiezione così lontana (per sapere come sarà il mondo tra 40 anni ci vorrebbe un futurologo o meglio...un profeta) perché si sa che Boeri persegue con insistenza il ricalcolo ovvero il taglio delle attuali pensioni.
Ma la provocazione dei giovani delle Acli è giusta: come ha sottolineato il coordinatore nazionale Matteo Bracciali il futuro è già qui perché il rischio è un progressivo scivolamento delle future generazioni in una situazione d’indigenza al momento della pensione .Mi fa piacere, peraltro, che anche i giovani riconoscano che i diritti acquisiti con 38-40 anni di lavoro non possono essere cancellati con provvedimenti retroattivi (Tra l’altro io sono contrario ad ogni tipo di legge retroattiva perché hanno un’infausta memoria storica e minano le basi dello Stato di dirittto).

Quello che vorrei proporre al Ministro del Lavoro e al Presidente Inps è un confronto sul principio che “tutti o nessuno ci salveremo” quindi è inutile formulare ipotesi di ricalcolo attaccando i diritti acquisiti dei pensionati Inps – alcuni dei quali sono già penalizzati dalla mancata rivalutazione- mentre le Casse autonome, i vitalizi, per non parlare dei percettori di rendite finanziare, se la ridono.
Chiunque è anche disposto a fare sacrifici a stringere la cinghia, purché la stringano anche quelli che hanno un girovita assai più ampio.

Ad esempio, se come chiede Boeri, si vuole dare un reddito d’inclusione agli ultracinquantenni bisognosi ciò dovrebbe andare a carico della fiscalità generale e quindi anche di coloro che hanno guadagni cospicui da capitale, anche coloro – e sono davvero tanti - che hanno stipendi mensili superiori all’assegno annuale di un pensionato medio (ovvero di quelli che si vorrebbero tosare).

Ritengo, quindi che con i giovani delle Acli stiamo combattendo la stessa battaglia: quella dell’equità, della solidarietà, nel rispetto dei diritti consolidati che sono un aspetto essenziale della certezza del diritto; che è anche la battaglia perché i giovani non siano chiamati a pagare doppiamente il costo della crisi: oggi perché non trovano lavoro, domani perché avranno pensioni molto basse.

Avanzo allora anch’io una proposta provocatoria: chiediamo al Governo, alle Regioni,ai Comuni, di abolire, senza eccezioni, il cumulo di incarichi retribuiti in modo da liberare posti di lavoro in molti Enti e organismi istituzionali nazionali e locali. Ovviamente questa incompatibilità la metterei anche per i pensionati. Se sono in quiescenza , termine che,si sa, vuol dire riposare, allora è giusto che si dedichino ad attività di volontariato o del tempo libero.
Oggi invece,capita che tanti incarichi retribuiti siano assegnati a chi ne ha già un altro o gode di uno stipendio o pensione.

I giovani che conosco e frequento sono brillanti, motivati, preparati quindi liberiamo spazi a queste energie nuove (guardate gli elenchi degli enti e delle aziende partecipate). Invece di conflitti generazionali innescati da estrapolazioni lontanissime amplificate dai media, con effetti distortivi, è il momento di guardare all’oggi ovvero ad una battaglia comune delle generazioni contro la rendita, contro l’aumento della forbice tra chi la crisi la subisce e chi nella crisi ci sguazza.

Perché -presidente Renzi- dobbiamo cambiare a fondo questa Italia, che tiene in angoscia famiglie con un’unica pensione da duemila euro minacciata di tagli mentre se la ridono quelli da 10mila, per non parlare di stipendi di 19mila euro mensili di cui si legge nei giornali per incarichi in aziende di proprietà pubblica. Che tiene i giovani nel precariato
Mentre c’è chi cumula due-tre stipendi o indennità. Ai miei tempi si diceva “tutti utili nessuno indispensabile”. E allora,avanti con i ricambi dando spazio ai giovani.

E allora, amici giovani e meno giovani, rasiamoci le barbe bianche e combattiamola insieme questa battaglia con analogo giovanile impeto.

Gabriele Parenti
componente della Segreteria Fap Acli di Firenze e della Toscana
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