06 Maggio 2021

I 70 ANNI DELLE ACLI RICORDATI DA DUE EX PRESIDENTI NAZIONALI ALLA FESTA REGIONALE DELLE ACLI

13-07-2015 17:21 - NEWS ACLI TOSCANA - territorio
Sabato 11 alle ore 21,15 Giovanni Bianchi, e Franco Passuello che sono stati Presidenti nazionali dell´associazione negli anni ´90 hanno ripercorso le vicende delle Acli nei loro 70 anni di storia e l´hanno fatto incalzati dalle domande dell´attuale responsabile dello Sviluppo associativo Emiliano Manfredonia che ha introdotto l´incontro facendo proprio il trait-d´union tra passato e presente...con l´occhio rivolto al futuro.

Entrambi gli ex presidenti hanno ricordato la stagione post-tangentopoli, quella della rifondazione dei partiti ma hanno osservato anche che quella era la stagione dei grandi soggetti storici, della quale aveva colto il senso il Concilio Ecumenico Vaticano II. Il movimento operaio, le donne, le nuove generazioni...

Circa la storia delle Acli dopo gli anni drammatici della scissione e quelli difficili del post-scissione Giovanni Bianchi, ha ricordato quella mattina dell´8 dicembre 1991 quando le Acli, dopo vent´anni dalla deplorazione di papa Paolo VI, tornavano in Vaticano. Avevamo lavorato molto ricevendo udienza e aiuto anche da vescovi piuttosto moderati. Un timore tuttavia mi assillava: ci sarebbe stata come contropartita la richiesta di un qualche aggiustamento della linea? Francamente non ero disponibile perché non lo ritenevo né necessario né giusto. Telefonai a don Giuseppe Dossetti, che non avevo mai incontrato prima, e durante un incontro a Monte Veglio gli posi il quesito. Dossetti rispose subito e con l´abituale franchezza: "Se ti chiedono di ridefinire le Acli, tu dirai: le Acli sono un´associazione di lavoratori cristiani nota e non disconosciuta dalla Chiesa. Il resto viene dal maligno". Preparai il discorso che mandai oltretevere. Non fu cambiata neppure una virgola e al momento di consegnarlo al Papa, Giovanni Paolo II, con uno dei suoi gesti storicamente eloquenti, gettò i fogli alle spalle e mi abbracciò. Avesse scritto un´enciclica dal titolo "Viva le Acli!" non avremmo ottenuto lo stesso risultato.

Franco Passuello ha invece ricordato la grande giornata del 50 delle Acli quando nel 1995 le Acli parteciparono in Piazza S.Pietro alla S.Messa celebrata da Giovanni Paolo II il quale ricordando le tre fedeltà affidò alle Acli un nuovo compito di evangelizzazione e di presenza forte nel mondo del lavoro

Circa il terreno d´impegno delle Acli all´epoca della loro presidenza Bianchi e Passuello hanno ricordato che esse furono chiamate ad affrontare l´inizio di una stagione politica difficile che Gabriele de Rosa chiamò "la transizione infinita". In particolare, le trasformazioni del lavoro che attraversavano tutto il sociale. Bisognava stare in campo aperto, ma c´era anche il gusto di un´avventura esaltante e senza mappe. Del resto -ha detto Giovanni Bianchi- le ACLI non sono mai vissute semplicemente. Aveva ragione Livio Labor quando per definirle usava la metafora del calabrone, che continua a volare e tu non riesci a capire come e perché.

Numerosi sono stati anche i richiami all´apostolato di Papa Francesco e alla necessità di tentare di risolvere i problemi quotidiani della gente. Quando finisce l´evento - sottolinea Giovanni Bianchi -gli esclusi restano, e tu devi occuparti di loro. Sarebbe una beffa lasciare soltanto a papa Francesco questo sguardo e questo invito.
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