10 Luglio 2020

ILLUSTRAZIONE DELLA LEGGE DI RIORDINO DEL SERVIZIO SANITARIO E IL DIBATTITO IN AULA

23-03-2015 11:33 - NEWS ACLI TOSCANA - territorio
Contenimento della spesa, governante,integrazione socio sanitaria, e servizi territoriali i temi di fondo:la proposta passa a maggioranza

"Siamo di fronte ad una rivisitazione profonda, che cambierà la nostra sanità migliorandola". Così ha esordito Simone Naldoni (Pd), presentando in aula la riforma del sistema toscano. E dopo aver ripercorso le diverse stagioni di tagli fino ad arrivare alla legge di stabilità, per sottolineare la necessità di mettere mano adesso al sistema, parlando di "contesto con paletti", il consigliere si è soffermato in particolare sui farmaci e sulle tecnologie.
"Molti economisti sanitari ci hanno avvertito, parlando di ´tsunami´ delle cronicità - ha affermato - uno tsunami che è più precisamente un´onda alta, che ,se affrontata con barra dritta e di prua può essere superata, gestendo al meglio l´imperativo delle nuove tecnologie, che non può risolversi nella dimensione aziendale".
Da qui la necessità di una dimensione di scala più opportuna, la scelta dell´Area vasta, con un direttore della programmazione che organizza i vari livelli interaziendali."Con un punto focale di cui era carente la proposta originale" - ha sottolineato - " ovvero una più puntuale definizione dell´integrazione socio-sanitaria a livello territoriale, per rispondere alle esigenze dei cittadini e continuare a garantire una sanità pubblica, equa, efficiente ed universalistica".
Naldoni ha detto poi che occorre difendere la sanità toscana e migliorarla, mantenendo livelli e risultati, nella consapevolezza di un sistema che ha raggiunto determinati obiettivi perché è stato quotidianamente governato grazie all´impegno dei professionisti e di tutti coloro che hanno ruotato nel mondo socio-sanitario della nostra regione".

"Colgo l´invito a confrontarci -ha detto il vicepresidente della commissione Sanità Stefano Mugnai (Fi)- ma questa legge non sburocratizza niente: cambiamo solo le targhette, per non parlare delle nuove figure e poltrone per la programmazione o delle Società della salute che ritrovano piena cittadinanza"....la verità è che non si vuole mutare la natura profonda del sistema non si vuol liberare la sanità dai lacci della politica, senza contare che nei dettagli della riforma andremo dopo le elezioni- ha concluso - ed i cittadini toccheranno con mano ciò che non funziona".

"Meglio tardi che mai, ma questa legge doveva essere fatta prima", ha esordito Giuseppe Del Carlo (Udc) ricordando la proposta del proprio gruppo, presentata più di un anno e mezzo fa. "Siamo di fronte ad una legge-quadro e visti i tempi ristretti non siamo in grado di dare il via ad una riforma compiuta - ha continuato - l´atto è incompleto, ad esempio non precisa gli interlocutori a livello di conferenze dei sindaci, aziendali e zonali, rimanda ad un nuovo provvedimento in tema di organismi doppioni e di alleggerimento burocratico, resta una situazione incerta".

Di "legge introduttiva di un processo più ampio e complesso, che permetterà di iniziare a lavorare con cadenze certe e ineludibili" ha parlato Lucia Matergi (Pd), soffermandosi sulla necessità di ascoltare il variegato mondo della sanità toscana, che non ha mancato di sollecitare un coinvolgimento più attento e ponderato, per poter incidere sul sistema. E la consigliera ha sottolineato che "più delle allocazioni delle sedi direzionali, interessano i servizi resi ai cittadini, all´interno della nuova intuizione e del rafforzamento dell´Area vasta, lavorando sull´integrazione socio-sanitaria a livello territoriale, in un percorso organico in tema di governance, per continuare ad ancorare il futuro della sanità toscana ai principi di equità, appropriatezza, pari opportunità

"Il mio voto sarà favorevole, approverò l´atto più importante della legislatura, ho condiviso da subito la proposta di riorganizzazione, ma dovevamo pensarci prima, io sono quattro anni che mi batto per eliminare il superfluo in sanità". Così la consigliera Maria Luisa Chincarini (Gruppo misto), rilevando di votare "sulla fiducia in quanto la riforma avanzata da questa legge presenta lacune ed ombre". Non solo: "questo atto getterà alle ortiche tutto il lavoro fatto per il piano socio-sanitario, che continua a parlare di dieci società della salute, difese dai consiglieri regionali".

- "Non è una riforma, ma una modesta riorganizzazione. Mi sembrano dei fuochi di artificio paesani, in cui si accende tutto in fondo per fare più rumore possibile, ma il livello è quello che è". Questo il giudizio di Alberto Magnolfi (capogruppo Ncd), secondo il quale per un riforma sarebbe stato necessario affrontare almeno qualche nodo rilevante
Per Gabriele Chiurli (Gruppo misto), si annunciano risparmi che non ci saranno perché non si rinuncia a tutta una serie di figure apicali". Secondo Chiurli "sicuramente a farne le spese da subito sarà chi lavora in sanità, e in specie coloro che garantiscono i servizi".

L´obiettivo di fondo del provvedimento, ha ricordato il capogruppo del Pd Ivan Ferrucci, è quello di costituire tre aziende di area vasta. "Il governo regionale - ha detto- ha fatto bene a individuare una figura di area vasta sovrastante. La vera sfida sarà quella dei dipartimenti aziendali e riuscire a mettere insieme la rete ospedaliera e universitaria. I servizi territoriali hanno già costruito una rete virtuosa; ora c´è da cercare un confronto con chi è parte integrante del sistema sociosanitario".

Secondo Pieraldo Ciucchi (Gruppo misto) è necessario avviare una riflessione sul futuro: come si ritiene possibile, in Italia, garantire nei prossimi anni la sostenibilità di un sistema universalistico in sanità? "Tutti invece - ha detto Ciucchi - tendono ad evitare il problema. Si va avanti a tentoni, eludendo la questione di fondo". Ciucchi ha annunciato voto favorevole al provvedimento e voto di astensione agli emendamenti che riguardano i servizi sociosanitari.

Il presidente della Commissione Sanità Remaschi ha ringraziato la commissione per il lavoro svolto e ha detto che siamo davanti a "una legge che dà inizio a un percorso, e le preoccupazioni emerse devono trovare risposta". "Noi ragioniamo in termini di area vasta" - ha aggiunto -" dove trova risposta il 95% dei bisogni di cura dei nostri cittadini. Da attuare una programmazione e un´interconnessione forte tra rete ospedaliera e territorio.
Nella replica finale l´assessore Luigi Marroni ha ricordato che non si può attuare una riforma solo con una legge. "In questi casi - ha spiegato - c´è sempre un atto iniziale, a cui segue una fase di studio e analisi, prima di arrivare alla fase conclusiva". Marroni ha sottolineato che i risparmi ci sono "ed ha ricordato che "noi facciamo tutto questo non in un´ottica di privatizzazione, ma esattamente per il contrario".

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