10 Luglio 2020

INCONTRI DELLA FAP ACLI FIORENTINA SU ANZIANI E WELFARE

11-03-2015 12:06 - NEWS ACLI TOSCANA - territorio
Nell´ambito di una serie di incontri della Fap Acli fiorentina guidata dal segretario provinciale Sergio Parrini, con parlamentari ed esponenti politici si è tenuto l´incontro con Monia Monni sul tema della crescita della popolazione anziana e della necessità di attrezzarci con un welfare adeguato.

"L´invecchiamento della popolazione è un dato ormai acquisito"- ha osservato Monia Monni che ha poi aggiunto - " Secondo Istat gli over 65 residenti in Toscana sono quasi 900 mila e, secondo stime, la quota di non autosufficienti è destinata a passare dalle 70 mila persone attuali alle oltre 108 mila unità nei prossimi anni. Le scelte della regione non solo sono condivisibili ma rappresentano interventi con un forte principio di dignità e umanità a partire dal progetto "pronto badanti" ideato e voluto dalla Vice Presidente Saccardi, per proseguire con gli interventi volti a favorire la permanenza della persona anziana presso la propria abitazione a quelli volti all´assistenza domiciliare socio-assistenziale (cura e igiene) all´ aiuto nella gestione quotidiana di sostegno psicologico ed assistenza sociale e/o educativa a domicilio".

In questa ottica abbiamo osservato che la presenza del mondo associativo,come avviene per i nostri Circoli Acli, esprime capacità propositiva sui temi del territorio e gli esponenti politici dovrebbero tenerne conto..
"Quando si parla di Toscana" - ha detto Monia Monni - "si parla anche di associazionismo e volontariato. Un´eccellenza. Il cui lavoro passa troppo spesso inosservato in quanto queste realtà sono sempre più chiamate a sostituirsi alle istituzioni nella gestione e erogazione dei servizi. Compito del pubblico dovrebbe essere quello di non complicare la vita di queste istituzioni: : penso per esempio al pedaggio autostradale alle ambulanze alle miriadi di norme fiscali. Un rinnovato patto, già molto forte nella nostra Regione e nel nostro territorio, perché entrambi giochiamo con la stessa maglia con lo stesso scopo: fornire ai cittadini non solo luoghi di incontro ma servizi e supporto".
Abbiamo quindi affrontato il tema del Patronati che svolgono svolgono un servizio prezioso di fronte alle sempre più complesse pratiche burocratiche. Anzitutto per le questioni previdenziali ma anche per altre pratiche a cominciare dall´Isee .
I patronati rappresentano un fiore all´occhiello del nostro Paese anche perché negli anni hanno sviluppato la capacità di rispondere in modo qualificato anche alle nuove esigenze del Paese a partire, come citava giustamente, dalle nuove norme in tema di Isee. Si consenta di fare al privato e soprattutto al terzo settore ciò che non può fare - o meglio ciò che non deve fare - il pubblico. Ho letto le recenti prese di posizione in merito alle scelte del Governo: qualunque taglio ai patronati volto a fare cassa non mi troverà d´accordo. Diverso il ragionamento se invece si tratta di provare a dare una riorganizzazione a ciò che negli ultimi ha subito il fascino del campanilismo. Anche in questo caso vale il principio che da soli forse si va più veloci ma insieme si va più lontano.

Infine,approfittando dell´esperienza di Monia Monni in materia di ambiente abbiamo chiesto il suo parere sul piano paesaggistico e quindi sul tema del territorio che, in una regione come la Toscana è di importanza fondamentale... Questa la sua risposta:


Le discussioni intorno ad un tema tanto complesso e delicato sono parte del processo decisionale. E´ giusto che ci sia confronto ed è giusto che alla fine chi è deputato a decidere, in questo caso il Consiglio Regionale, si assuma la responsabilità di farlo. La Toscana ha affrontato un´evoluzione intensa della normativa sul governo del territorio, una normativa che sempre più ha posto al centro i temi della sostenibilità e della partecipazione, dello sviluppo coniugato alla tutela. Questa evoluzione è stata il frutto di una vera e propria crescita culturale, una ricerca del punto di equilibrio che avesse come perno il benessere dei cittadini. Parlare di urbanistica significa pensare ai nostri territori con un respiro ampio, progettare gli spazi perché siano vivibili, creare opportunità di lavoro e luoghi per la comunità, accrescere il senso di appartenenza, promuovere l´inclusione sociale.
Le regole devono essere chiare e condivise, semplici da comprendere e da attendere, e devono andare nella direzione della tutela delle risorse, che sono patrimonio comune, e della difesa del suolo. Troppi sono gli scempi a cui abbiamo assistito nel nostro Paese e devastanti i loro effetti. Ma le regole non devono ingessare la crescita, devono piuttosto regimentarla in modo che sia una crescita qualitativa, che porti benessere diffuso e non soltanto reddito per alcuni.
La Toscana è sicuramente andata in questa direzione. Un´azione riformatrice importante che è passata dal confronto con il territorio, confronto al quale il Governo della nostra Regione non si è mai sottratto. Confronto che in futuro, a mio parere, dovrà essere ancora più intenso: le scelte pianificatorie non possono essere competenza esclusiva degli addetti ai lavori, devono essere condivise con cittadini e stakeholders, con associazioni e organizzazioni. Coinvolgimento delle comunità e cooperazione tra tutti i livelli istituzionali sono l´unico metodo possibile. Anche per andare verso i prossimi obiettivi, che a mio parere sono la ulteriore semplificazione burocratica e la pianificazione su area più vasta.
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