13 Luglio 2020

PSSIR 2012-2015: LA COESIONE SOCIALE FA BENE ALLA SALUTE

16-12-2014 11:36 - NEWS ACLI TOSCANA - territorio
Tra le strategie individuate dal Piano sanitario e sociale integrato sottolineiamo quella che ha per titolo "La coesione sociale fa bene alla salute " dove si afferma che la crescita economica e del capitale sociale sono pre-condizioni per un migliore stato di salute,anche se i benefici a livello di popolazione si riducono quando la distribuzione del reddito e molto diseguale. In un contesto di divisione sociale si riduce il progresso degli indicatori sociali e sanitari.

Il Piano reputa fondamentale promuovere una solidarietà sociale che si propone la tutela e la garanzia dei diritti e l´assunzione delle responsabilità dei cittadini.
Ciò significa riorganizzare il sistema dei servizi perché non sono solo condizioni strutturali o macrosocioeconomiche a determinare le disequità nell´esigibilità dei diritti, ma anche l´organizzazione del sistema dei servizi. Talvolta, l´organizzazione - nella sua complessità - non riesce a modificarsi rapidamente a fronte dei cambiamenti sociali e epidemiologici: una maggiore flessibilitò, una migliore conoscenza del territorio, una puntuale capacita di raccogliere dati certi, un´impostazione che richiami costantemente la necessita e l´utilità del confronto sono gli elementi sui quali concentrarsi per sviluppare il nuovo sistema dei servizi.

Circa l´analisi dei cluster a supporto dell´equità si afferma che perché gli obiettivi regionali volti alla promozione di un corretto stile di vita siano condivisi e perseguiti in modo efficace dai cittadini è fondamentale orientare i meccanismi di informazione e comunicazione dell´offerta in base alle diverse capacita e necessita della persona. Con questa finalità si devono avere strumenti per comprendere le modalità e individuare gli strumenti adeguati con cui rispondere ai bisogni dei cittadini, tenendo conto di come cambia il bisogno in base alle caratteristiche della popolazione, realizzando una mediazione tra esigenze di standardizzazione e bisogno di personalizzazione.

Circa la segmentazione dell´utenza (cluster) e l´aggregazione dei cittadini/utenti sulla base di comportamenti affini. I principali criteri di aggregazione sono demografici (età, sesso, dimensione del nucleo familiare, reddito, raggruppamento etnico,ecc), psicografici (stile di vita, personalità), o legati ai comportamenti specifici (intensità d´uso dei servizi, livello di fedeltà).
Nel 2009 il Laboratorio MeS ha effettuato uno studio sui cluster nel 2008. L´obiettivo dell´analisi era quello di comprendere se e come il livello di soddisfazione dei cittadini era influenzato dalle caratteristiche socio demografiche degli utenti.
I risultati dello studio mostrano che è possibile identificare 4 cluster ben definiti.
I dati emersi possono essere un elemento su cui realizzare una valutazione delle scelte effettuate e un punto di partenza utile per delineare alcune strategie specifiche e mirate,a seconda del target a cui sono indirizzate. Pertanto, per i servizi territoriali, i dati fanno riflettere sulla opportunità di personalizzazione dei servizi e sulla individuazione di strategie di comunicazione efficaci.
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