ACLI AREZZO: UN ERRORE LIMITARE L´INDENNITA´ DI ACCOMPAGNAMENTO AI REDDITI BASSI

27-02-2017 10:13 -

La Fap-Acli esprime contrarietà e preoccupazione verso le parole del presidente dell´Inps Tito Boeri
La proposta crea disagi a numerosi anziani e disabili che necessitano di forme di accompagnamento

Un errore limitare l´indennità di accompagnamento ai redditi bassi. A sostenerlo è la Federazione Anziani e Pensionati delle Acli che esprime contrarietà alle parole del presidente dell´Inps Tito Boeri che ha proposto di graduare i contributi in base alle capacità reddituali delle famiglie, dando priorità ai redditi più bassi a discapito dei redditi più alti. Una pensione media si aggira al di sotto dei mille euro lordi al mese, dunque si presuppone che il cosiddetto "reddito basso" sia inferiore a quella soglia e che, di conseguenza, saranno numerosi gli anziani e i disabili penalizzati dall´eventuale manovra. Una badante regolarmente assunta, infatti, costa tra i 1.200 e i 1.500 euro al mese: togliere l´accompagnamento potrebbe significare ridurre le possibilità di mantenere una tale figura spesso tanto importante come ausilio nello svolgimento anche delle più semplici faccende quotidiane. «Si è fatto ben poco per ridurre i mega-stipendi - commenta l´aretino Paolo Formelli, vicesegretario nazionale della Fap Acli, - per eliminare gli sprechi della macchina pubblica e per avviare una lotta all´evasione fiscale e contributiva, dunque appare iniquo e paradossale tentare di risparmiare a spese degli invalidi non autosufficienti, cioè la categoria più fragile dell´intero assetto sociale. L´entità del problema è già stata colta anche da alcune testate consultabili on-line che, nei titoli degli articoli, hanno sentenziato "Addio all´indennità di accompagnamento"».
Alla luce della sensibilità dimostrata dal ministro del lavoro e delle politiche sociali Poletti, la Fap-Acli si augura che il governo si dissoci da questa proposta per non lasciare molte famiglie in apprensione. Lo stesso appello è rivolto ai soggetti attivi nel Terzo Settore per una protesta collettiva verso questa dichiarazione che suscita preoccupazione e disagio negli strati più deboli della popolazione proprio perché va paradossalmente a colpire coloro che avrebbero maggiormente bisogno di solidarietà e di vicinanza.